Pascal, IA, neuroscienze
Il celebre Pensiero n. 72 di Pascal, letto alla luce del presente, illumina bene il rapporto solidale tra neuroscienze e intelligenza artificiale: "Che cos'è l'uomo nella natura? Un nulla rispetto all'infinito, un tutto rispetto al nulla, un punto di mezzo tra il nulla e il tutto. Infinitamente incapace di comprendere gli estremi, la fine delle cose e il loro principio sono per lui invincibilmente nascosti in un segreto impenetrabile, ed egli è egualmente incapace di vedere il nulla da cui è tratto e l'infinito in cui è inghiottito. [...] Chi non si meraviglierà nel vedere che il nostro corpo, che prima non era percettibile nell'universo, impercettibile nel seno del tutto, sia ora un colosso, un mondo, o piuttosto un tutto, rispetto al nulla a cui non si può giungere?"
I neuroni, le sinapsi e la loro attività si trovano sotto il pensiero, nell'ordine di grandezza dell'infinitesimale. Sono materia non pensante, e l'ambizione neuroscientifica consiste nel ridurre a essa il pensiero in senso lato.
I prodotti dell'IA si collocano invece sopra il pensiero del singolo, e costituiscono un'intelligenza gigantesca, collettiva, impersonale e globale (l'intelletto di Averroé e il general intellect di Marx). Anch'essa opera senza capire ma con l'ambizione - dei suoi sviluppatori, s'intende - di ridurre a sé il pensiero umano.
I due progetti si sostengono a vicenda, quasi che i neuroni e le reti dell'IA avessero capito - di nuovo, senza poterlo fare - che nessuno dei due riduzionismi può avere successo se non trova una sponda nell'altro. Chi senza dubbio l'ha capito sono gli attori di entrambi i progetti, e alla comprensione hanno aggiunto la convinzione. Il successo consiste nel farla finita con il senso da entrambi i lati (in precedenza restava sempre un lato scoperto) e nel provare che l'uomo può anche farne a meno.
Sono, in definitiva, i due infiniti pascaliani: l'infinitamente grande sopra di noi (un tempo dischiuso dal telescopio) e l'infinitamente piccolo sotto di noi (un tempo dischiuso dal microscopio).
In mezzo, nella foto allegorica, piccoli esseri umani si aggirano schiacciati e smarriti agitando residui e brandelli di un senso ormai in predicato di liquidazione.



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