Il desiderio e l'educazione
In Grazia e dignità (1793), Schiller introduce una straordinaria riflessione su ciò che significhi davvero la liberazione del "desiderio sensuale" e del "godimento". Straordinaria lo è - non da ultimo - perché esce dagli schemi concettuali kantiani adottati dall'autore e dalle loro simmetrie geometriche per entrare, con maggiore vitalità, in un piano per certi aspetti fisiologico, per altri fenomenologico. Va ricordato che la formazione di Schiller era in parte medica : "Le forze morte della natura cominciano a prendere il sopravvento su quelle vive dell'organizzazione; la forma comincia a essere soffocata dalla massa, l'umanità dalla natura volgare. L'occhio raggiante di anima si fa spento o sporge vitreo e fisso dalla sua orbita [...], la bocca si muta in una semplice apertura, poiché la sua forma non è più conseguenza delle forze agenti ma di quelle rilassate". Poche frasi lapidarie fanno giustizia di tutte le recenti filosofie del de...




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