Istinto gregario ed eccentricità


E' più che mai necessario rileggere e meditare, oggi, On Liberty di J.S. Mill (1859): "In quest'epoca, il semplice esempio di anticonformismo, il solo rifiuto di piegare il ginocchio alla consuetudine, è di per sé stesso un servizio. Proprio perché la tirannia dell'opinione è tale da rendere l'eccentricità un rimprovero, è desiderabile, per aprire un varco a nuovi modi di pensare [...], che le persone siano eccentriche."
Eccentricità non significa, evidentemente, stravaganza o dandysmo, per quanto quest'ultimo si sia diffuso proprio nell'Inghilterra della reggenza, temporalmente a ridosso dello studio di Mill. Chi anche di recente ha equivocato la proposta con il libertinismo ha capito poco e non le ha fatto un buon servizio. Eccentricità significa, precisamente, rifiutarsi di "piegare il ginocchio" al teatrino di discorsi triti, ritriti, edificanti, vacui al punto che una macchina ben più mediocre dell'attuale IA avrebbe saputo generarli tutti, e anche meglio, a partire da un limitato insieme di elementi. Ciò è particolarmente vero quando i suddetti discorsi si ammantano di virtù senza, in effetti, lasciarsene davvero penetrare. Significa non cedere alla tentazione di mettersi all'ombra di bandieroni sventolati al sole e di bandierine piantate da altri a loro esclusivo uso e consumo nonché - se non fosse chiaro - ormai penosamente sprovviste di senso. Significa stare alla larga da etichette dalla colla troppo appiccicosa, non rimasticare slogan, lasciare che i loro propalatori si esauriscano a reiterarli, concedergli un ultimo sguardo bonario ai primi segni di stanchezza, che non tarderanno ad arrivare, e ritornare con coraggio e lucidità ad affermare la propria intelligenza.

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