Accogliere il grido


Il grido è un fenomeno di soglia tra il pre-umano e l'umano, un passo più avanti del verso animale ma un passo prima della parola. E' una figura della volontà di comunicazione che non ha ancora trovato la sua forma per la quale lotta, cercando di emergere dall'informe. Forse per questo, figure urlanti erano scolpite sui muri perimetrali delle chiese e dei palazzi gentilizi, sul limite simbolico tra l'esterno e l'interno. Per umanizzarsi, il grido ha bisogno che un "tu" lo raccolga, lo contenga e lo coinvolga in un gioco di domanda e risposta, come la madre fa con il bambino. E, soprattutto, deve accettare di essere "limitato". Quando il grido di sofferenza comincia a vagare negli spazi indeterminati della metropoli non trova più attenzione - si pensi all'Urlo di Munch - e si trasforma in grido di rabbia. Ma, infine, non cerca neanche più corrispondenza perché - allergico a ogni limite - presume di bastare a sé stesso e di significare per sé stesso: e allora, davvero, l'umanità sprofonda nel suo sottosuolo animale.

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