Umanistiche o scientifiche?
"Forse ogni scienza deve cominciare con la metafora e finire con l'algebra". Lo
scrive il filosofo analitico ed epistemologo Max Black, e noi lo riprendiamo con
intenzione affettuosamente polemica verso amici e/o colleghi che prediligono la
purezza disciplinare. Black, nel suo saggio Models & Archetypes (1958) ci
conforta nel denunciare come inaccettabile questa visione, con conseguenze tanto
importanti sul piano educativo da essere - ironicamente - perlopiù neglette.
Piuttosto negletti (e sono passati settant'anni!) sono anche i principi, mentre
le ricadute formative continuano a essere assai pesanti. In ogni caso leggiamo:
"Se sono stato sul binario giusto nella mia diagnosi del ruolo giocato nel
metodo scientifico dai modelli e dagli archetipi, ne derivano alcune conseguenze
interessanti per le relazioni fra le scienze e le discipline umanistiche. Tutti
i procedimenti intellettuali, quantunque diversi i loro scopi e i loro metodi,
si basano fermamente sull'esercizio dell'immaginazione che ho ricordato. Simili
archetipi possono fare la loro parte in diverse discipline; il modello di
pensiero di un sociologo può essere anche la chiave per capire un romanzo. Così
forse quelli interessati a individuare i presupposti e gli archetipi latenti
degli scienziati possono avere qualcosa da imparare nel lavoro dei critici
letterari... Perché la scienza, come le discipline umanistiche, come la
letteratura, è un problema di immaginazione". L'immagine riproduce l'allegoria
dell'astronomia presente nella Certosa di Pisa.


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