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Battigia

Molte meditazioni letterarie - da Hugo e Valéry a Borges - si sono soffermate con sguardo affascinato sul tema della battigia. In questa tormentata striscia di terra umida, il mare rigetta ("vomita", scrive Victor Hugo) tutto quello che la terra non vuole accogliere. I sedimenti si accumulano dunque senza ordine e senza patria in concrezioni fantasiose e improbabili, raggrumandosi e disperdendosi sotto i piedi degli uomini e le zampe dei cani e dei gabbiani. L'inconscio marittimo non viene accolto dalla coscienza terrestre ma neppure l'accoglie, e i loro oggetti - indigeriti e indigeribili, né consci né inconsci ma semplicemente apolidi - si mescolano in una terra di nessuno, uno spazio senza logica e privo di natura definita. Esso cerca di contenere come può cose che, evidentemente, appaiono inquietanti a tale punto che la mano umana le destina infine a un falò purificatore.

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